martedì, marzo 24, 2009

Don Chisciotte














Ho sempre pensato che l'essere me stesso mi
permettesse di essere al di sopra delle scelte,
che molte cose mi fossero dovute o che cmq
sarei riuscito a recuperare qualsiasi situazione.
Non ho mai voluto vedere le scelte altrui se il mio capriccio
momentaneo non lo accettava o se il mio ego pretendeva ancora.
Così come le conseguenza di quello che facevo o non facevo
sembrava non essere un mio problema.
Infantile, fino al midollo.

Il dolore del sentirsi persi mi ha svegliato.
Dolore liquido, sparato in pieno petto come adrenalina.

Delle mie scelte ora mi sento responsabile.
Anche nelle piccole cose.
Responsabile per rispetto di me stesso.
Non pesante.
C'è differenza.
Prima subivo il peso delle vite altrui e della mia non vita.
Assurdo ed immobilizzante.

Ora semplicemente non mi va più.
Ognuno è libero di fare quello che vuole
e Don Chisciotte stavolta resta a casa.
Guardo in faccia la realtà e non mi nascondo più.
Faccio ciò che SENTO e VIVO più che posso.
Troverò il mio spazio e forse rispetterò di più chi mi è vicino.

E' bello vivere di sogni,
non è bello vivere solo nei sogni.
Sei libero Sancho.

19 commenti:

Eleanor ha detto... @ 24 marzo 2009 19:14

ciao B...credo di capire il senso del discorso,ma non avevo mai visto Don Chisciotte in questa chiave...per me, che mi sforzo di essere un po' più Don Chisciotte, rappresenta la necessità di inseguire e realizzare i propri sogni, di avere il coraggio di fare quello che uno SENTE...conosci la canzone di guccini?
non so bene cosa ha fatto nascere questo post, e quindi forse queste mie parole non sono necessarie,ma penso che il coraggio un po' folle del don chisciotte devi tenertelo stretto,perchè i sogni aiutano a vivere, nel senso che servono progredire.

L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi.
Per quanto cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'utopia?
A questo: serve a camminare

Bk ha detto... @ 24 marzo 2009 20:36

@Elena: vivo di sogni... alimentano il mio quotidiano. Hai ragione occorre conoscere l'origine di questo post. ;-) Non era una resa, non se ne sarei capace. Quella parte di Don Chisciotte alberga e vive sempre in me. E' l'essere ciechi a se stessi, è la distruzione e il vagare senza una meta nella propria vita che ho messo da parte.
E' la sovrapposizione totale di un'idea che soffoca qualsiasi fiore che sbocci.
E' solo questo che fatto tornare a casa.
La tua visione del Don Chisciotte è salva... ed è bello sentirtela difendere. Io la adoro come te, cara amica blogger.
Riguardo ala canzone...
"Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire..." ,
tutto qua.

Eleanor ha detto... @ 24 marzo 2009 21:59

bene. allora buon lavoro, don chisciotte, e buona permanenza a casa, se ritieni che è la cosa giusta.
ti auguro sogni belli, e produttivi di realtà anche migliori :)

Federica ha detto... @ 25 marzo 2009 09:43

io sono una che sostiene da sempre l'etica della responsabilità, in tutto nel bene e nel male... non posso che apprezzare quanto hai scritto!

un abbraccio

Bk ha detto... @ 25 marzo 2009 10:19

@Federica: ti ringrazio Fè, un abbraccio anche a te!

Franz ha detto... @ 25 marzo 2009 10:53

Non essere troppo duro con te stesso. Anche io ho sperimentato un'evoluzione interna, il tempo e le esperienze della vita mi hanno portato a maturare e crescere, è normale. Quello che andava bene in passato, magari diventa stretto oggi.
In bocca al lupo per le tue scelte e ricordati di inseguire sempre i tuoi sogni, ne vale la pena!
Bacioni

M!KA ha detto... @ 25 marzo 2009 12:50

Parlando con una cara amica, venne fuori un discorso del genere. La sera, a casa, lei mi mandò un messaggio che diceva: "Vivere per il presente... sognare per il futuro... imparare dal passato... fai della tua vita un sogno e di un sogno una realtà. che ne dici, ti balza a pennello?". ora sono io che lo ripeto a te: che ne dici, ti ci ritrovi? un abbraccio, a te che sogni restando a terra e che vivi più in alto di molti altri.

Bk ha detto... @ 25 marzo 2009 14:12

@Franz: certo che inseguo sempre i miei sogni! Rispetto solo l'uso che faccio delle mie energie e cerco di essere più parte della scena, da semplice spettatore al respiro dell'attore...

Bk ha detto... @ 25 marzo 2009 14:17

@M!ka: :-D certo che mi ci ritrovo! se vedi dove sono vuol dire che vivi anche tu ad alta quota... un bacio grande!

Guernica ha detto... @ 25 marzo 2009 14:48

Ciao Bk!:)
Intanto sono contenta che tu abbia smesso di fissare il tabellone delle partenze..eheheh
...Per coincidenza nel post di oggi parlo della mia parte sognatrice ed utopica e per coincidenza ti dico che spesso mi chiamano Don Chisciotte!Anche i miei pochi minuti fa a tavola..
Io anche non voglio vivere solo nei sogni. Voglio vivere. E vivere implica avere dei sogni anche.

Non so, forse non ho colto il senso del tuo post e ho parlato a vanvera. Nel caso chiedo scusa!

JLù ha detto... @ 25 marzo 2009 19:47

Mi è piaciuto questo post. Profondo e intenso come il tuo animo.
Baci

Bk ha detto... @ 25 marzo 2009 23:44

@Guernica: non hai parlato a vanvera... anzi hai colto molto di più di quello che credi. Un bacio grande

Bk ha detto... @ 25 marzo 2009 23:45

@JLù: :-D mi coccoli sempre!

Guernica ha detto... @ 26 marzo 2009 00:12

Sono molto contenta di questo, credimi!:)
E' il mio "timore" maggiore quello di non comprendere i post e scrivere cose fuori luogo...
Buona notte!!

Antonia ha detto... @ 26 marzo 2009 11:13

"Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare senza fare di pensieri il tuo fine;
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo".

Leggendo il tuo post mi è venuta in mente.

Sei un bruchetto coraggioso.

Un sorriso.Antonia.

My Funny Valentine ha detto... @ 26 marzo 2009 14:39

Uno splendido passo verso la consapevolezza... che non significa abbandonare i propri sogni e negarli, ma inserirli in un orizzonte più ampio, più concreto.
Ti abbraccio, perché quello che dici è proprio bello.
V

Anonimo ha detto... @ 26 marzo 2009 15:05

quant si bell!!!se solo potessi trasmetterti tutto quello che hai dato a me in 29 anni...scass tutt cos and enjoy your life!!!un bacio dal tuo fratellino neo-olandese

Bk ha detto... @ 26 marzo 2009 23:41

@Antonia: il bruketto coraggioso ti ringrazia! un bacio
@Vale: detto da te che ricami con le parole... è un gran cosa!
@Marco: anch'io ti voglio bene fratellino!

Barbara ha detto... @ 28 marzo 2009 18:53

Costretta dentro una rete di sogni, tessuta abilmente dalle mie mani incapaci di accontentarsi del qui e ora, adesso mi ci sento incastrata e incapace di godere le cose concrete e reali. L'onirico del mio Don Chisciotte mi ha fatto sbattere tra i mulini e ancora cerco di curare le ferite di questo schianto. Eppure, giorno dopo giorno, mi rendo conto che è proprio una struttura mentale da cui è difficile sbarazzarsene, perchè sono sempre lì a prepapare il cavallo per una nuova impresa, e una nuova rovinosa caduta.
In bocca al lupo al tuo Sancho Panza, speriamo che il mio si accontenti presto di un castello....

"E' un testardo un idealista
troppi sogni ha nel cervello;
io che sono più realista mi accontento di un castello
Mi farà governatore avrò terre in abbondanza
quanto è vero che anche io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza"
Francesco Guccini, Don Chisciotte.