mercoledì, aprile 29, 2009 |
The Terminal |

Ci risiamo...
quando comincio a vedere "The Terminal" non mi stacco più...
sarà lo Spielberg che per un attimo ha ritrovato la vena a colpirmi...
o Tom Hanks che quando fa il sempliciotto gli sta a pennello...
o quella gnocca della Zeta Jones...
ma in fondo lo so perchè mi piace guardarlo.
Mi stupisco ancora della capacità di qualcuno di essere se stesso,
della coerenza con quello che si è, della capacità di ascoltare e mai sovrapporre
la propria voce, dell'esserci quando qualcuno ne ha bisogno, del non
arrendersi, del non perdersi.
C'è ancora calore attorno, c'è ancora chi ha bisogno di semplicità, di leggere
un po' di curiosità negli occhi altrui, di sapere che gli è accanto non lo sfiora con noia
e superficialità, ma ascolta ed aspetta, stimola e pretende.
A volte mi sento anche io un Cracoviano abbandonato in un posto che non conosco,
dove tutti vanno di fretta, parlano una lingua che non conosco e non so come tornare
a casa. Ma casa è dove non te lo aspetti, in un terminal con amici nuovi, in una serata
che non pianificavi, in uno sguardo diverso, in una fiducia che non trovavi più.
Che succede poi?
Come c'è scritto nella locandina...
"Das Leben Wartet": La vita lo aspetta.
6 commenti:
Gli aereoporti e le stazioni sono i luoghi in cui la gente dà il meglio di sè ...
Un sorriso.Antonia.
C'è un mondo da scoprire lì fuori...
sono d'accordo con te...quello che non pianifichi e non cerchi di controllare risulta sempre più bello! ciao
La spontaneità...il pregio più bello!
Adoro tutto quello che è "partire"!
Hai ragione: siamo tutti cracoviani impacciati in un mondo che a volte è difficile da decodificare...
Mi piace molto questo tuo post.
V
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