mercoledì, gennaio 21, 2009

Piove dentro e fuori di me




Play. Volume.

Piove... capirai che novità.
Sembra non far altro quest'anno.
Mi affaccio alla finestra, in questa sera come le altre...
e veramente non so se guardo fuori o se mi guardo dentro.
Non c'è più nessuno in giro... non è un tempo da star fuori.
Le strade sembrano pulite, tutto quello che di troppo c'era 
sembra stia andando via... sotto il moto incessante di una pioggia
che di lavar via tutto, sembra non voler più finire.
I tuoni mi tengono sveglio... i lampi illuminano la scena a giorno
e sembrano voler vedere come sta andando il lavoro...
goccia dopo goccia, soffio dopo soffio, tutto viene portato via: delusioni, dolore, ansia...
assieme a tutto quello che di buono c'era... aspirazioni, progetti, sogni.
E' strano vederli andar via assieme... scivolare lungo gli scoli dei marciapiedi,
formar dei gorghi concentrici di scolorite emozioni.
E' ipnotico.
E sembra ormai durare da sempre.
Guardo ancora, non riesco a staccare gli occhi dalla pioggia...
cerco di capire cosa resterà, quando e se, questo incedere incessante finirà.
Mi guardo le mani, le allungo per toccare l'acqua...
e la vedo scorrere attraverso le dita, lungo il dorso...
non riesco a trattenere nulla. 
Non posso fermare quello che succede. 
Posso solo guardare e sentire il mio respiro che si accompagna alle gocce che cadono.
Vorrei fare qualche passo avanti e mettermi al centro della scena.
Diventare tutt'uno con terra e cielo.
Farmi scorrere la pioggia sulla faccia per non riuscir più a capire 
se sono solo scemo o sto piangendo.
Invece resto chiuso dentro.
O fuori da me. Mica l'ho capito.
Qualcuno prova a passare. Prova anche a parlarmi.
Mi volto per un attimo, provo a sorridere, ma non sono per niente convincente.
Non so che dire, non ho voglia di parlare.
Continuo a fissare la pioggia e a pensare...
Mi sembra di intravedere, tra ombre e riflessi, fantasmi di quello che potevo essere,
deja vu di una vita... che veramente non so se l'ho solo immaginata.
Una vocina dentro mi ripete che prima o poi smetterà di piovere, no?
Che c'è sempre un arcobaleno dopo la pioggia...
che quella magica, impalpabile, striscia colorata apparirà da un momento all'altro
e mi dirà dove guardare... strappandomi un sorriso e scaldandomi da dentro.
Piove da così tanto tempo che non se credergli a questa cazzo di vocina.
Ma ricordo che ero un'ottimista... ricordi? Così ero.
E allora chiudo gli occhi e sogno di essere al mare...
acqua e vento fanno altro... gonfiano onde enormi
che adesso non fanno più paura,
che magicamente, finalmente... riesco a cavalcare.


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11 commenti:

Sabrina ha detto... @ 21 gennaio 2009 01:43

Ehi!
Non sai quanti ricordi ho su questa canzone. Un intero inverno di lacrime.
"...e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto".
Mi sa che è proprio questa che cerchi, Bruno, la fine. Che è la cosa più brutta che possa esserci, ma anche la più bella, perchè è quella da cui ripartire.
Se non si trova si rimane sotto la pioggia per molto, troppo tempo, in attesa che un arcobaleno arrivi e ti dica che fare, dove guardare per ricominciare.
Può succedere anche questo, sai, ma credo sia la cosa più difficile. Che un arcobaleno così, per attirare la tua attenzione, dovrebbe non essere effimero. Invece dura un attimo, è da prendere al volo, e se sei girato a guardare qualcos'altro svanisce via. Vive di presente l'arco dai 7 colori. E nel presente vivi anche tu.
Il passato è stato. Non si cancella nè si recupera. Nè si cerca a tutti i costi di far la pace con lui.
Non cercare di far pace, Bruno, non serve. E' stato così, purtroppo o per fortuna.
Basta accettarlo e metterci un punto. E passare avanti.
Altrimenti non ti accorgerai mai quando smette di piovere.
Che smette, eccome se smette.
Magari poi ricomincia, ma non può esserci sempre il sole, no?

E poi, io me lo ricordo un Bruno diverso, sai? ...Per quanto possa valere, sono felice!

E vale davvero tanto...

Un bacio
Sabrina

Mio ha detto... @ 21 gennaio 2009 05:40

Ciao Bruno,
poi la pioggia cessa, l'acqua smette di piovere, evapora e sale dinuovo al cielo. Eppoi la troviamo li davanti fatta di nuvole che ci inducono a sogni, sogni che diventano troppo spessi ed oscuri tutti assieme sospesi. Ed allora giù acqua, tutto si lava tutto si monda ed il ciclo continua.
Dicono che in ogni vita deve cadere un po' di pioggia, io sinceramente come molti altri, ne farei volentieri a meno perché quando cade è acqua di monsone che mica passa dopo stagione delle pioggie. Per certe persone purtroppo il clima è davvero strano.
A presto e buona "lavata"! occhio al raffeddore che è sempre in agguato, non vorrei che ti perdessi il nuovo sprazzo di sole.
A presto,

Roberto

Spippy ha detto... @ 21 gennaio 2009 09:50

Mostriciattolo, forse questa pioggia possiamo provare a fermarla.. Io voglio credere che sia possibile, guardare il cielo e dire "no, non sta piovendo", perchè dentro di noi vogliamo il sole, solo il sole e un po' di calore a scaldarci il cuore.

Ti abbraccio forte, mi senti? :)

lindöz ha detto... @ 21 gennaio 2009 10:41

Ué, non può piovere per sempre.

Ti abbraccio forte.

Veneris ha detto... @ 21 gennaio 2009 11:15

A me comunque sta pioggia mi sta esaurendo!! Ciao

Antonia ha detto... @ 21 gennaio 2009 12:44

E' ipnotica.La pioggia intendo.Ti obbliga a guardarla,tuo malgrado.E ti costringe a guardarti ... tuo malgrado.Capita anche a me.Mi fa sentire morta e viva insieme.Mi riempie i polmoni del suo caratteristico odore,l'odore di terra bagnata,e mi da la sensazione di voler lavare il dentro e il fuori di ogni cosa.Una catarsi.

Un sorriso.Antonia.

pamy ha detto... @ 22 gennaio 2009 10:17

Questa pioggia riesce a farti scivolare via le parole in una forma davvero suggestiva.. complimenti fratellino!

Prisma "TBFKA MusEum" ha detto... @ 24 gennaio 2009 10:22

Quello che hai scritto è così intenso, così vero che non riesco a dire niente.

Lasciati bagnare... La pioggia sa essere terribilmente liberatoria, come le lacrime.

E poi stai già cavalcando l'onda, bravo!

Ti abbraccio.

Anonimo ha detto... @ 24 gennaio 2009 19:35

Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un’ età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c’ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C’ era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

Ho imparato a sognare,
quando inizi a scoprire
che ogni sogno
ti porta più in là
cavalcando aquiloni,
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che dò
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m’alzerò

C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò

questo invece me lo hai fatto conoscere te tanto tempo fa...e guarda ora dove sono!!!Frodo...butta st'anello!!!!!!tvb dal tuo fratellino olandese

Franz ha detto... @ 25 gennaio 2009 20:39

Chiudi gli occhi e lascia che la pioggia porti via tutti i pensieri.
Poi respira a fondo e aprili, perché dovrai combattere ancora...e ancora...
La vita mi ha insegnato che "tutto passa" ma siamo noi a decidere quando.
Ti mando un abbraccio forte forte

Anonimo ha detto... @ 15 novembre 2009 13:40

good start