lunedì, giugno 23, 2008

Novecento











Cinquanta pagine.
E lo stile inconfondibile di Baricco.

"Novecento smise di suonare. Era un ragazzino
di poche parole e di grande capacità di
apprendimento. Guardò con dolcezza il comandante
e disse: 'In culo il regolamento'."

"Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri,
quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente.
I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori,
odori, la loro terra, la loro storia...
Tutta scritta, addosso."

"Non è quello che vidi che mi fermò
E' quel che non vidi...
C'era tutto.
Ma non c'era una fine...
Se quella tastiera è infinita allora
Su quella tastiera non c'è musica che
puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino
sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo ma la vedevi le strade?
Anche solo le strade, ce n'era migliaia, come
fate voi laggiù a sceglierne una.
A scegliere una donna.
Una casa, una terra che sia la vostra,
un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo.
Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce.
E quanto ce n'è.
Non avete paura, voi, di finire in mille pezzi
solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla?
E viverla...
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava,
ma a duemila persone per volta. E di desideri ce ne
erano anche qui, ma non più di quelli che ci
potevano stare tra una prua e una poppa.
Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era
infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo
grande per me. E' un viaggio troppo lungo.
E' una donna troppo bella. E' un profumo troppo forte.
E' una musica che non so suonare. Perdonatemi.
Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.
Per favore."


Sono sulla spiaggia, chiudo il libro.
Non so se piangere o ridere.
La musica dell'mp3 continua ad isolarmi
da quello che ho attorno.
Giro la testa e vedo un sacco di gente
che non conosco... è pomeriggio e non
sono tante; eppure io non so chi sono.
Ho miliardi di possibilità davanti a me,
forse troppe per conoscere qualcuno che
ti apra il cuore ed il cervello assieme.

Non so se ho paura, come Novecento,
o se solo ci si renda conto di quanto
poco tu possa fare sparando la tua anima
nel mucchio. O semplicemente andando
avanti per la tua strada cercando un contatto,
uno sguardo, un odore.

Smetto di pensare, perchè a pensare c'è
da diventar matti. Non ho una nave sulla
quale restare, non ce l'ho una CASA.
Continuo a vivere e fare quello che so
far meglio: parlare, osservare, sfottere, ridere,
scrivere e vivere di emozioni.
Sperando di trovarla una strada.
Com'era? Seconda stella a destra...

26 commenti:

Lady Cocca ha detto... @ 23 giugno 2008 10:28

io mi sono innamorata di quel libro.. poi del film.. poi dello spettacolo visto a teatro.. :)

rompina ha detto... @ 23 giugno 2008 10:43

questo e' il cammino, e poi dritto fino al mattino...poi la strada la trovi da te...porta all'isola che non c'e'...

io ci ho vissuto in quell'isola...non per molte volte, anzi...ed e' bello, perche' vivi sulla terra svolazzando e ti senti al posto con il mondo, pure con questo mondo che non riconosci come tuo...poi pero' ti accorgi che tu ne fai parte, volente o nolente e l'impatto con questa consapevolezza e' devastante.

non conta avere paura o no, conta avere il coraggio di andare avanti, nonostante tutto...e di conoscersi e di volersi bene, di coccolarsi ed amarsi...
incontrare due occhi nei quali riconoscersi non puo' essere il fine, non si puo' "volere"...capita, se si e' (molto) fortunati.

percio', bando alla malinconia, Brune'...hai il sole, hai il mare, dei libri che ti aprono gli occhi e il cuore...hai la musica e un posto dove rifugiarti, mettendo i tuoi sentimenti sotto forma di parole...forse non sara' la migliore forma di condivisione possibile, pero'...non e' per nulla poco.

troveremo la nostra strada...tutti. ne sono sicura.

un abbraccio.

Sara ha detto... @ 23 giugno 2008 10:48

piccolo e meraviglioso.
uno dei più belli.
..quando l'ho letto anch'io non sapevo se scendere dalla nave.
..poi l'ho fatto, e mi sono smarrita anch'io..
..lieta che ti sia piaciuto.

Bk ha detto... @ 23 giugno 2008 10:57

@Lady Cocca: Eh... baricco è baricco...
@Rompina: solo grazie Laura. Hai veramente ragione. Un abbraccio stritolante, Bk
@Sara: forse Novecento era da solo... perciò si è spaventato. Forse non siamo tutti soli. Hai fatto bene a prestarmelo. Un bacio...

Sabrina ha detto... @ 23 giugno 2008 11:42

Nessuno di noi sa veramente chi è, ed è già questo l'infinito, lo portiamo dentro, quello fuori è solo un'estensione.
E cerchiamo qualcuno che possa condividere con noi questo stesso infinito per renderlo meno immenso, e come dice rompina, tu già lo fai qui con noi.
Le possibilità poi sono occasioni di vita, e più sono e più si vive!
Un bacio forte forte

Antonella ha detto... @ 23 giugno 2008 12:54

...e poi dritto fino al mattino...E forse la tua casa è la strada...il cammino...il viaggio che percorri nell'attesa e con la speranza di torvare il tuo posto nel mondo...il tuo nido...la tua culla...una mano calda sul cuore...una carezza sulla testa...Non c'è mai un fine reale verso il quale dirigersi,una meta precisa...quel che conta davvero è il cammino...il percorso nel mezzo...non l'inizio...neanche la fine...il mezzo...quello che c'è al centro...A volte siamo cosi presi nel raggiungere la vetta da dimenticare che la vera felicità sta nel risalire la scarpata...E allora tu continua a guardare,a ridere,a sfotte,a scrivere,a vivere le tue emozioni....tutte,fino in fondo...gustale con qualsiasi cosa purchè ci sia un briciolo di consapevolezza...E' quella la tua casa.O le tue case.perchè ce ne possono essere tante....a milioni...infinite...ogni posto è casa se ti senti a tuo agio...se ti senti te stesso...se non tradisci te stesso...Ci si smarrisce per ritrovarsi...sempre...Antonella.

Ps: condivido con te l'amore per uno scrittore di spessore come Alessandro Baricco.

Inenarrabile ha detto... @ 23 giugno 2008 13:12

Io l' ho letto questo libro ed ho anche visto il film, devo dire che sommariamente non l' ho trovato grandioso, ma alcune parti sono mi sono piaciute, fra queste, il pezzo scritto da te ^^

Grazie della visita al mio blog, ho già fatto un giro nel tuo e ti ho messo il link :))

Buona giornata *

Bk ha detto... @ 23 giugno 2008 13:52

@Sabrina: vedrò di viverle più che posso allora... un bacio
@Antonella: l'importante è il viaggio... vero. ci si smarrisce per ritrovarsi? Mi piace sai? :-)
@Inenarrabile: Benvenuta! eh già quel pezzo è proprio bello...

Federica ha detto... @ 23 giugno 2008 14:59

io l'avevo letto parecchi anni fa, forse ero troppo piccola per apprezzarlo. è uno di quelli che metto nella lista del "da rileggere". perchè i libri cambiano a seconda di come sei tu in quel momento e di cosa vuoi prendere in prestito: ci soo mille fattori che ti influenzano e l'età è solo uno fra i tanti!

Marlene ha detto... @ 23 giugno 2008 15:25

non sapere chi si è ci stupisce ogni giorno di una piccola scoperta. guardarsi è importante. guardarsi con la prospettiva degli altri aiuta a cambiare. a volte a crescere. a volte ad essere felici di rimanere così.

Dressel1 ha detto... @ 23 giugno 2008 15:26

in effetti questo è l'unico pezzo che merita. per il resto non è che mi abbia fatto impazzire. meglio "castelli di rabbia" e "seta"
per il resto, "ama e fa' ciò che vuoi"

Bk ha detto... @ 23 giugno 2008 15:35

@Federica: noi cambiamo coi libri ed i libri cambiano con noi...
@Marlene: direi che detta così è semplicemente perfetta.
@Giulia: saggio consiglio...

hinoki84 ha detto... @ 23 giugno 2008 16:18

Pensa che io da piccolo interpretai il ruolo del cattivo/nemico di Novecento in uno spettacolino della scuola media...ero troppo figo XD XD XD

Lucy Van Saint ha detto... @ 23 giugno 2008 18:01

Sei stato premiato! Per maggiori dettagli vai sul mio blog.

Cetta ha detto... @ 23 giugno 2008 18:23

che libro meraviglioso....Il film poi...grande interpretazione! Tutti noi prima o poi troveremo la nostra strada...ma ci vuole tempo e pazienza, tu ne hai??:)

Barbara ha detto... @ 23 giugno 2008 21:31

Quando corro immagino di ripercorre la mia vita e il mio cammino. Passi lenti, affannati nelle salite, recuperi e respiri a pieni polmoni nelle discese. Andature diverse, percorsi lisci o tortuosi. MI sembra di sapere tutto della mia corsa, mi sembra di seguirla con attenzione, ma mi sfugge sempre la destinazione. Poi mi chiedo: ma se davvero sapessi dove è l'isola e riuscissi ad isolare il traguardo, sarebbe davvero così entusiasmente?
Un abbraccio, grazie delle te visite costanti.

lindöz ha detto... @ 23 giugno 2008 23:36

Non conosco il libro (la solita ignorante eh), ma leggendo questo tuo post mi sono sentita in pace, e un po' malinconica.

Bk ha detto... @ 23 giugno 2008 23:47

@Hinoki: l'inventore del jazz? che spettacolo...
@LVS: l'ho letto... sei un tesoro!
@Cetta: sono laureato in aspettologia... nonostante sia un'ariete! Il mondo va troppo lento per me, ma comincio a farci l'abitudine.
@Barbara: forse il bello è proprio non avere una meta. Un pò di compagnia però si!
@Lindoz: potresti sempre leggerlo. Quando ti fermi tra i tornanti a riposare. ;-)

Anonimo ha detto... @ 24 giugno 2008 00:41

anke il tuo stile è inconfondibile: esagerato. Ridere o piangere per queste pagine meravigliose? nè ridere ,nè piangere. Godersi la lettura.

Sara ha detto... @ 24 giugno 2008 13:17

la tua strada è dentro di te...
potresti essere il protagonista di un romanzo...chissà...

Silvia ha detto... @ 24 giugno 2008 15:23

Bellissimo libro, memorabile direi!!! E gran bel film!!

Smetti di pensare e continua a parlare, osservare, sfottere, ridere,
scrivere e vivere di emozioni. Continua a farti trascinare dalla vita come viene, per quello che è e deve essere... e la strada la troverai, la troverai e ti sembrerà talmente ovvia... tanto da farti pensare di averla percorsa da sempre... ;-))

PS: ho letto che vuoi leggere il mio libro, grazie!!! Certo che puoi trovarlo anche a Napoli: prendi i dati sul mio blog e ordinalo in una qualsiasi libreria della tua città, una settimana e ti arriva! Ok??!! Semmai fammi sapere! Grazie in anticipo, caro!!! ;-)))

Bk ha detto... @ 24 giugno 2008 17:13

@Anonimo: Esagero dici? può essere...
@Sara: sentiamo... e che tipo di romanzo?
@Silvia: lo farò presto! poi ti faccio sapere quando lo leggo.

Lieve ha detto... @ 24 giugno 2008 21:10

Uno dei miei libri preferiti, per quanto effettivamene infonda una straziante malinconia e un profondo senso di mancanza e di perdita.
Niente di strano che ti sia d'un tratto sentito un po' giù...Ricordi il monologo chiave di Novecento?
"I desideri stavano strappandomi l'anima, potevo viverli ma non ci son riuscito, allora li ho incantati"...
Tu non incantarli, i tuoi desideri, e prova a viverli, anche se scendere dalla nave fa paura. Nessuno può darti la certezza che andrà bene ma, cavoli, secondo me vale la pena ;)

Bk ha detto... @ 25 giugno 2008 09:50

@Lieve: Direi che sono già sulla scaletta della nave...

desnos ha detto... @ 25 giugno 2008 23:58

...dovendo cominciare a commentare i tuoi post questo mi è sembrato proprio quello perfetto.

Novecento!!! Ci siamo incontrati nella piccola libreria/cartoleria che fino a qualche decennio fa si trovava all'interno della facoltà di ingegneria di Napoli che a quel tempo era la mia casa.

Non avevo mai letto niente di Baricco ma, come mi succede spesso quando sono in una libreria, quel libro mi chiamò e fu amore a prima vista.

Incantare i desideri!!! Allora pensai potesse essere la soluzione; una bellissima soluzione.

Ma quando scendi da quella scala, e metti i piedi sulla terra ferma, poi non si torna più indietro... e sono convinto che tu abbia già sceso l'ultimo gradino.

Ed è vero... suoni la tua felicità su di una tastiera infinita; corri il rischio di stonare qualche volta e nella migliore delle ipotesi di non riuscire neanche a dire la musica che stai suonando.

Ma stai tranquillo ... quando non sai che musica è allora è JAZZ !!

Bk ha detto... @ 26 giugno 2008 00:23

@Desnos: parole sagge Sasà e benvenuto! Credo che ora che ho letto come commenti... dovrai continuare!
Del TUO jazz ce ne è bisogno... ;-)