Visualizzazione post con etichetta Su di me.... Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Su di me.... Mostra tutti i post
venerdì, dicembre 10, 2010

Un anno di faccialibro...

E' vero...
ha tolto tanto alla scrittura e alla voglia di scrivere sul
blog... ma a volte ha tirato fuori altre cose.
Perchè comunicare è comunicare.
Importa poco come...
Accanto il riassunto del riassunto... di un anno di pe
nsieri.
(clicca per ingrandire)


mercoledì, novembre 24, 2010

La luna è appesa a testa in giù



E' come se pezzi di vita fossero scritti qua e là...
in una canzone che hai sentito 800mila volte e forse mai ascoltata...
e stasera è perfetta per dire ciò che senti...

"A three-cherd symphony crashes into spaceThe moon is hanging up side downI don't know why it is i'm still on the caseIt's a ravenous townAnd you still refus to be tracedSeem to me such a wasteAnd every victory has a taste that's bittersweetAnd it's your face I'm looking forOn every street"
martedì, settembre 28, 2010

Lontano da casa













Ci sono dei momenti in cui perdersi è necessario.

Devi cercare una strada, un posto, una situazione a te aliena.
In cui non sai chi sei, in cui non sai cosa fare...
in cui nessuno,
nemmeno tu, sa cosa aspettarsi da te.

E lì che scopri che suono ha la tua voce,
che odore ha la tua pelle

e che luce hanno i tuoi occhi.

Ci sono dei momenti poi, in cui si alza il vento...
in cui senti il rumore delle foglie e qualcosa ti dice che è ora di tornare.
Che c'è abbastanza luce nuova dentro di te

da poter tornare senza spegnersi di nuovo
senza perdersi di nuovo.


E' la strada che porta a casa
quella più strana,
anche se non la conosci...
la senti e vai piano.
Senza fretta, mettendo un passo dopo l'altro

come note di un pianoforte.

C'ho un po ' freddo, ma mi viene da sorridere...
io lo so che sto tornando... e tanto basta.
Play.


lunedì, giugno 28, 2010

Curve, tornanti e orobilogi

"Ecco, questo è il rumore dell'orologio dentro. Questo misura un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro, fa curve e tornanti, si arrotola, inventa, rimette in scena. È un tempo che non puoi misurare né coi cronometri né col più sofisticato astromacchinario. È il tempo tuo, misura la tua vita che è unica..."

E nel mio tempo ho deciso di usarlo questo orologio di dentro, questo orobilogio, vado a avanti e indietro tra curve reali e virtuali, tra paure fatte a gomiti di tempo e seguo la linea dei miei limiti, perchè è da essi che posso imparare. Supero confini, convinzioni, preconcetti e stereotipi su me stesso... e lì da qualche parte in mezzo, ai boschi, ai monti, agli odori che sento attraverso il casco, tra il rumore del bicilindrico e la strada che scorre sotto di me lo sentirò poi alla fine chi sono, cosa sono, e cosa posso diventare.

"Niente è complicato se ci cammini dentro. Il bosco visto dall'alto è una macchia impenetrabile, ma tu puoi conoscerlo albero per albero. La testa di un uomo è incomprensibile, finchè non ti fermi ad ascoltarlo"

Ed è così che va vissuta la vita... da dentro.
martedì, maggio 18, 2010

La teoria degli spigoli

Assioma: dato un determinato carattere e determinate posizioni, tutto ciò che crea contrasto col mondo esterno dev'essere smussato.
Postulato: la conformazione modello Pongo a tutto ciò che si incontra nella vita, aiuta a confermare l'assioma e permette di vivere in maniera serena e armoniosa con il mondo intero e con i suoi abitanti.
Dimostrazione: dopo attente e ripetute applicazioni... tentativi e meravigliosi voli pindarici tesi a produrre un risultato stabile è emerso... che assioma e postulato sono una stronzata.
Conclusione: che gli assiomi e i postulati e le teorie sociali vadano a farsi fottere.
Io adoro i miei spigoli e sono la cosa che più mi contraddistingue.
Che la mia smania di controllo ed adattabilità vada a farsi fottere (di nuovo? sì di nuovo).
Diceva Cirano:
"Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato...

...le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!"

Si Fa# Mi Fa#
Si Fa# Mi Fa#


lunedì, maggio 17, 2010

Un puntino tra le stelle

Mi affaccio un po' fuori al balcone prima di andare a dormire.
Le nuvole stanno andando a nanna anche loro e mi ritrovo con la testa all'insù a fissare un paio di stelle che fanno capolino in questa fresca serata.
Anche se qui in città non fanno lo stesso effetto dello schiacciante tappeto che si vede al mare in una notte d'estate... bè mi sento piccolo lo stesso.
La mia vita mi sembra trasparente ora come lo era vent'anni fa, quando ancora cercavo me stesso e preso dalla folle certezza di seguire la mia strada, quella strada pensavo ci fosse davvero.
Sentirsi persi... è una strana sensazione.
Certo allora credevo fosse solo per non aver marchiato a fuoco la propria anima con le vicende di una vita vissuta. Inesperienza, paura e smania di emozioni.
Un incrollabile fiducia nei disegni del destino mi ha sempre aiutato... non importa quanto corta fosse la mia visuale momentanea... ci sarebbe sempre stata un curva, una prospettiva, uno scorcio di mondo nuovo, selvaggio e coinvolgente ad aspettarmi.
Fa freddo stasera come allora, mi sento piccolo e trasparente come tanti anni fa.
Ma a differenza di quei tempi non so se sono ancora incrollabilmente fiducioso.
Cos'ho imparato? Cosa sono riuscito a costruire? Cos'è in grado ancora, di emozionarmi?
Parole come folate di vento freddo che spazzano questo cielo stellato.
Guardo le mie mani, poi i puntini luminosi sopra di me e penso che,
sì... vorrei affondarci le mani dentro e riuscire a sentire ancora i brividi...
i brividi di una vita che ti mostri lati nuovi di te stesso,
i brividi di una vita che ti rivolti da dentro.... come una cesta di giocattoli,
una vita che ti avvolga e stravolga e ti faccia sentire il caldo e il solletico di una strana magia.


Non c'è molto che posso fare stasera,
se non lanciare fili fragili e sottili di speranza verso ognuna
delle stelle che vedo.
Posso solo legare ad ognuna di esse frammenti di quei sogni che
mi hanno sempre tenuto vivo e sperare...
sperare di rimanere ancorato ad essi...
perchè è solo di stelle e sogni che sono fatto.
martedì, maggio 04, 2010

Sogni e cubetti










Sono stanco ed è ora di andare a dormire...
anche se non ne ho tanta voglia.
Vorrei riuscire a riposare sul serio...
e sognare... sognare qualcosa di bello.

E che io non me li ricordo mai i sogni che faccio.
Mi sembrano fatti di cubetti di ghiaccio.
Li metto in tasca convinto di trovarli al mattino.

Ma quando mi sveglio... di loro, nessuna traccia.

Bk
domenica, marzo 14, 2010

Esami, riflessioni e bevande degli dei...














Ritrovarsi sui libri a studiare: 25 kg di stress...
accorgersi di quanto tempo si aveva allora: 33 kg di nostalgia...
ricordare che non si finisce mai di imparare: 467 bolle di riflessione...
riaffrontare e passare un esame dopo 10 anni di ruggine... non ha prezzo!
Ah... dimenticavo: du samedi, je suis un sommelier.
giovedì, febbraio 18, 2010

Reset

Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ma che palle!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi annoio da soloooooooooooooooooooooooooo...
Come sono diventato pesanteeeeeeeeeeeeeee...
Ma che roba scrivo????????????????????????
Sensibile quanto vuoi tu... ma na palla noooooooooo!

Basta... mò me so scucciat!

RESET!

Si ricomincia sul serio.
mercoledì, febbraio 17, 2010

Tutto quello che era possibile sbagliare



Tutto quello che era possibile sbagliare l'ho sbagliato.
Non c'è molto da dire.
Stavo per andarmene a letto, ma facendo zapping becco per
caso un film che avrei voluto vedere da un po'... solo 5 minuti mi dico.
Ma la storia mi entra dentro...
ne vorrei uscire, vorrei spegnere, cambiare canale, o almeno smettere
di pensare... ma come si fa? Quando l'onda emotiva di parole e storie
raccontate ti travolge... tutto rotola dentro come tessere di un mosaico
messo in piedi. Tu lo sai come va a finire e che ripensare a tutto non è che ti
faccia stare meglio... ma come si ferma?

Ripenso alle mie scelte, a quelle vecchie, a quelle recenti, alle parole che
non ho detto, a quelle che avrei voluto dire e a quelle che era meglio
che mi stavo zitto... tutto sbagliato al momento sbagliato.

Sono cambiate le mie mani e il mio modo di toccare e cercare,
sono cambiati i miei occhi e vedo tutto diverso,
vorrei ri-avere quelle ali che mi permettevano di volare sopra a tutto
quello che non mi piaceva... che mi permettevano di illudermi che da
lassù tutto fosse diverso, che avrei riconosciuto tutte le cose che di luce
vivevano e dalla luce nascevano.
Ma ora sono a terra e di quelle ali e di quella luce c'è solo un vago ricordo.
Mi sono incantato da qualche parte a cercare di capire il senso delle cose
e tutto è cambiato.
Credo di avere sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare.
Credo che basti no? Qualcosa avrai imparato...




martedì, febbraio 09, 2010

In treno

Ancora su un treno...
sopra e sotto.
Ora vado alla velocità di una freccia,
20 anni fa ci andavo al ritmo di un caffè...
Cambiano i tempi, gli orari, la gente attorno.
Ma il paesaggio fuori e dentro me,
riflesso nel vetro o attraverso esso...
sembra non cambiare mai.
Immagini veloci in cui sembra di scorgere qualcosa,
un barlume di verità, di te stesso, il contorno di un sogno.
Quando viaggio mi fermo.
Mi sospendo... mi nutro di pensieri, non di paranoie.
Leggo e sento musica, osservo la gente.
Parlo, faccio amicizia.
Rileggo e sento musica.
Sorrido e giro lo sguardo.
Non mi serve nulla.
Non ho paura di nulla.
Mi sento leggero.
Se fossi qui... su questo treno... chiunque tu sia e qualunque siano
le cose che non ci siamo detti... bè ora alzerei lo sguardo e ti parlerei.
Perchè tempo non ce n'è.
E diamine forse mi staresti pure a sentire. E riuscirei a farmi capire.
A 300 km all'ora... in una bolla d'aria, di tempo e di spazio...
forse si riuscirebbe a "sentirsi"...
Ma poi il treno arriva, la vita entra ovunque, si riappropria del tempo,
delle distanze, dei silenzi e dei muri.
E tu ti ritrovi a camminare con la vaga sensazione di aver lasciato
qualcosa sul quel treno... qualcosa...
martedì, gennaio 26, 2010

La lampadina

domenica, gennaio 10, 2010

Vuoto a perdere



Play.
Mmm...
sono tornato a scrivere di sera.
Sono tornato a dormire poco.
Mica bello.
Dovevo uscire, pizza e poi ballare... ma stasera proprio non mi va.
Resto un po' da solo, mi preparo un thé e mi metto davanti alla tv.
Mi piace stare sul mio divano a gambe incrociate, la tazza fumante in mano,
la luce morbida della lampada che colora di caldo la stanza.
Manca qualcosa come al solito... ma cerco di non dargli troppo retta
facendo volare il telecomando da un film all'altro, da una storia all'altra,
da un pensiero all'altro... da una sensazione di vuoto all'altra.
Eccallà... mica sparisce.
Scorrono le scene dei film... vite immaginarie che richiamano vite vere.
Frasi dette o solo inventate. Gente che si incontra, si scontra, si trova.
Vuoti che si riempiono, vite che si illuminano, mestieri che completano.

Io vivo dall'altra parte della video. Sto sul divano con la mia tazza in mano.
Le gambe incrociate e il respiro corto. Il vuoto è palese ed emette folate sottozero.
Immagino una coperta termica che scaldi il gelo che viene da dentro e che
eviti l'assideramento come in operazione di soccorso in Antartide e... faccio
proprio un buon lavoro... respiri corti, coperta termica e pensiero mai nello
stesso posto... in fondo è facile.

Vuoto a rendere?
Che c'era dentro?
Dove si restuisce?
Dove si riempie di nuovo?
C'era qualcosa di forte? Di dolce? Di caldo? Di nutriente?
Che c'era dentro? Che altro potrebbe andarci? Che altro mi serve?

Dovrei ricordare o immaginare o sperare...
ma diamine stasera non mi viene nessuna di tutte e tre le cose.
Vorrei solo che la vita mi venisse addosso come un treno e
mi prendesse in pieno per come sono, per quello che posso dare
e per quello che posso ancora creare, inventare, scoprire.
Vorrei che mi prendesse in pieno perchè io proprio non so più da
dove ricominciare, da dove riprendere calore, da dove riempire
tutti vuoti, da dove sentirmi di nuovo speciale.

Altro che riempire i vuoti...
qua c'è solo un vuoto a perdere.

Stop.



mercoledì, dicembre 23, 2009

Perchè il Natale quando arriva, arriva.



Play.
Sono stanco, sono giorni che non mi fermo un attimo...
Il prossimo inverno vado in letargo...
Devo fare ancora le valigie per domani, mi aspetta un'altra
giornata di lavoro, un lungo viaggio e chissà quanta neve.
Quella sostanza di cui sono fatti i pupazzi sapete?
Dovrei andare a dormire, ma mi prudono le mani...
DEVO scrivere, la musica parte quasi da sola.
Celine Dion canta...
Vorrei descrivere come mi sento, le cose a cui penso, quello
che mi manca ora, alle cose che potrei cambiare...
ma la musica riempie tutto... ogni spazio, ogni istante, ogni
anfratto emotivo.
Sto per venire risucchiato dal Natale e stavolta non mi oppongo...
basta tristezza nei ricordi... basta illusioni, basta cercare
di chiudersi a riccio per non sentirsi.
La musica riempie tutto.
Vorrei mettermi a pensare, sciogliere i nodi di equazioni complesse,
costruire autostrade di pensiero lineare... ma la musica entra dappertutto...
la sento lungo la schiena, nelle orecchie, nel fegato, mi prende fino in cima
ai capelli. Il Natale sta arrivando e per la prima volta non so cosa aspettarmi.
Non c'è un pacco di ricordi e tristezza confezionato ad attendermi.
E mi sembra già tanto. Diamine.
Chino la testa e aspetto il calore di una mano che passi tra i miei capelli e mi
calmi... ma c'è solo la musica... allora chiudo gli occhi.
Niente progetti, niente aspettative, ma allo stesso tempo lascio scivolare via
delusioni, tristezze, castelli in aria e malinconia e mi lascerò avvolgere nella
musica del Natale, negli abbracci di mio nipote e tra le abitudini di chi mi ha cresciuto.
Mi faranno tante domande e come al solito non saprò che dirgli...
che vivo alla giornata, che leggo il mondo a rovescio, che amo il vento,
che non so chi sono, che mi sto conoscendo, che non ho certezze,
che amo un'idea di persona, e che ho un mondo dentro che non riesco a condividere.
Ci mettono qualcosa nell'aria, perchè la musica si sente...
tutto profuma di camino, e mentre cammini guardi più verso dentro che verso fuori.
Non so che succede in questi giorni...
so solo che Il Natale quando arriva, arriva.
Buon Natale a tutti,
a chi mi legge soltanto,
a chi mi vedrà,
a chi mi ha dimenticato,
a chi solo mi sfiora,
a chi con un commento,
lascia un frammento di poesia e di se.
domenica, dicembre 13, 2009

Harry ti presento Sally


E' proprio una domenica del cavolo...
Fa freddo fuori ed il mio umore non è dei migliori.
Salto da un canale all'altro, faccio zapping sul televisore
e dentro di me.
Poi becco Harry ti presento Sally e siccome l'ho visto solo
872 volte... il telecomando si ferma da solo e resto rapito.
Non riesco a non pensare alla loro storia, all'amicizia e a quanto
ci voglia per riconoscersi. Pensieri paralleli vanno per conto loro e non riesco a controllarli. Penso alle cose che ho sentito, a tutti i segnali che cerco di decifrare, a tutte le cose che penso solo io, a quanto mi sforzi di essere lieve come una piuma, a tutte le sensazioni che provo e a come riesco ad essere trasparente.
Vorrei parlare, dire che l'azzurro è azzurro, che il calore è calore, che ridere è ridere, che le emozioni sono un cristallo infrangibile. Ma so che non serve, sul serio non serve.
Non ho la pietra filosofale, il piombo non so trasformarlo in oro.
Scorrono i titoli di coda, harry e sally mi hanno emozionato come sempre, ma in fondo è solo un film...

venerdì, novembre 27, 2009

Teardrop



Play.
Nessuna domanda.
Solo occhi che leggono attraverso gli occhi,
un diapason che traduce le vibrazioni dietro alle parole,
una tela di attesa e sensazioni che ricamano la mappa dei desideri,
cristalli di rugiada duri e fragili come la realtà.

Ricerca continua di un respiro che non c'è,
un odore che sappia calmare,
un calore che bruci da dentro e che scaldi da fuori.

Lacrime di un sogno alimentato del desiderio,
prigioniere di un'idea fine a se stessa,
rafforzate da un presente che dà respiro e che purtroppo non lo toglie.

Siedo sul bordo di un lago troppo calmo per poterci capire qualcosa
e troppo agitato per poterci navigare.
Essere liberi di emozionarsi o è la ricerca di un'emozione che rende liberi?

Osservo e smetto di cercare, cammino senza più voltare la testa,
tutto mi scorre avanti, sarà solo un brivido a scuotermi dal torpore
di questo lungo viaggio alla ricerca di un tesoro di cui, ancora, non conosco il valore.

Cristalli di idee ed emozioni.
Lacrime di cristallo forgiate nel fuoco...
nella consapevolezza di quello che sono
e che, diamine, ancora non sono.
martedì, novembre 10, 2009

Senza rabbia











Stasera lascerò parlare una canzone per me,
lascerò cantare una melodia per quello che provo,
stasera respiro forte e tiro giù il ponte levatoio,
tanto il nemico non viene da fuori.
E' una notte da fuochi accesi e vento forte.
Respiro forte e guardo il fuoco.
Vieni fuori.





"Soffocherò dentro di me il bisogno di urlare
e i dubbi che ho
lei mi vuole così, questo è il ruolo per me
condannato a distinguermi per calma e virtù
Se non esce fuori adesso rischia
di distruggermi
ma non solo con il sangue si può esprimere
Chorus
La mia rabbia di non aver coraggio
mi fa rabbia non riuscire ad esprimere
la mia rabbia di dover fare il saggio
senza rabbia sempre impassibile.
Sorriderò anche quando non mi va
perché è quello che lei si aspetta da me
nasconderò la presunzione che ho
educato da sempre ad una falsa umiltà
Vorrei però non posso vorrei tanto dirtelo
che sto male non riesco più a nascondere
Chorus
La mia rabbia di non aver coraggio
mi fa rabbia non riuscire ad esprimere
la mia rabbia per dover fare il saggio
senza rabbia sempre impassibile.

Sempre impassibile...
mi fa rabbia...
non aver coraggio...
senza rabbia io sempre impassibile...
sempre impassibile..."

Senza rabbia, Niccolò Fabi.
giovedì, ottobre 22, 2009

La sera, un film, io e i lieto fine



Mi commuovo sempre all'ultima scena di "Chiedimi se sono felice"...
Conosco tutte le scene a memoria...
la capata di Aldo alla fidanzata, il "bella fresca" di Giovanni mentre beve la Coca Cola, "Acqua cassata a garganella"... la teoria del piano inclinato e la scena del vino che cola dalla bottiglia capovolta... sono uno spasso...
Ma la scena finale... quando Giovanni e Giacomo tornano con gli arancini di zio Totò...
e la camera da letto di Aldo sparisce per divenire un teatro... bè gente... mi fa sempre emozionare.
Amicizia, poesia, umorismo e speranza... sono fuse in fotogrammi che parlano da soli.
Mi sono sempre piaciuti i lieto fine, soprattutto quando non finiscono in uno stupido applauso o in un saluto militare come in quegli idioti film americani.
Mi piace pensare che in fondo a questo caffè girato male (e che qualcuno chiama vita...)
"se pote truà ... finalmente... nu poc 'e zuccher".
mercoledì, ottobre 07, 2009

La storia infinita


Non me lo ricordo più chi sono.
Gli ultimi 18 anni cancellati.

Castelli di sabbia spazzati via dal mare.
Mi trovo con la sabbia che scorre tra le dita.
E mi attacco all'ultimo granello rimasto.

Il ricordo di quello che ero, dei miei sogni.






La luce è fioca ma aumenta pian piano

mentre i ricordi raffiorano...
Avevo 16 anni e tornavo a casa da scuola.
Sono solo una rappresentazione acerba di una vaga idea.
La sensazione di poter andare oltre c'è, è palpabile e
forte come un bacio ad anima aperta.

Alzo la testa e Falcor è lì in mezzo alle nuvole...
stropiccio gli occhi, cerco di far smettere la mia immaginazione,
ma lui di lì non va via... è solo il pullman che mi porta lontano.
Vorrei scendere e seguirlo. Salirci sopra e mandare a fanculo la mia

parte razionale, una volta per tutte.
Poi il buio.

Se ora sono qui e non mi ricordo più niente, vuol dire che non ci sono salito.
Che il nulla mi ha invaso e mi resta solo una piccola luce in una mano,
un granello di fantasia.

Io non lo so se mi ricordo come si fa.
Ma come dice lei? Prova.
Il primo desiderio è...



"
Fai un giro
guarda quello che vedi
nel suo volto
lo specchio dei tuoi sogni
"

" una favola, io sono ovunque
vivo nella tua vita
é scritto nelle pagine
é la risposta ad una storia infinita "

" Raggiungi le stelle
Fai volare la fantasia
Sogna un sogno
e quello che vedi sarà realtà "

" Poesie che nascondono segreti
verranno svelati dietro le nuvole
e lassù sopra l'arcobaleno
é la risposta ad una storia infinita "

" Non mostrare paura
per lei che forse scomparirà
Nelle tue mani
la nascita di un nuovo giorno "

La storia infinita...






giovedì, settembre 10, 2009

Le Onde



Play.
Stasera, incredibile ma vero, mi sento tranquillo.
Penso e sempre tanto.
Ma quel frullatore che ho in testa (oltre a lavorare alle battute
più sceme ribaltando il mondo) non smette mai di girare.
Analizzo, ricordo, rielaboro.
Cerco di trovare sfumature che non ho visto a cose già
successe, a errori fatti e rifatti, ad emozioni vissute e poi perdute.
Non si torna indietro. Ma non si va avanti se non si torna indietro.
Guardo le mie mani e cerco di ricordare tramite loro...
contatti, movimenti, calore e stringersi forte.
Rielaboro percorsi emotivi che seguono le stesse correnti
come uccelli migratori.
Mi affaccio su baratri e scogliere a strapiombo che ancora mi sorprendono.
Guardo l'oceano di ciò che c'è oltre me stesso e ancora mi vengono
i brividi, al pensiero di quello che ero, di quello che potevo essere e di quello
che ancora potrei diventare.
Forse sapevo già tutto, forse credevo di conoscere la strada.
Ma ahimè ci si perde per strada.
"nelle strade ci si perde in cielo e in mare no..."
Stasera c'è un bel vento quassù.
E si sente il profumo del mare.
Direi che può bastare per strapparmi un sorriso.