C'è un tempo in cui è ora di partire, di salire su un aereo verso un posto assai lontano... c'è da addormentarsi e sognare...per poi svegliarsi e finire nel sogno di chi il suo lo sta realizzando. Ci sono voci troppo alte, valigie trascinate, case occupate e tende montate. C'è un cucciolo che morde ed uno che sorride. C'è chi alla veneranda età ha vinto la paura di volare, ma non ti da soddisfazione... C'è un giro a luci rosse, c'è un gruppo che si muove, c'è musica e calore,c'è mille Jägermeister e canali a zig e zag. C'è una festa un po' speciale, c'è terra sotto i piedi.
E poi tanto ancora... tutto come in una sola immagine... ci sono amiche ad un mulino, fate addormentate, sommergibili in pensione, spilungoni addormentati... ci son tre scemi in equilibrio, il bacio dell'amore, il fato del bouquet, un "lui" addormentato anche se sta abbracciato... c'è una birra in santa pace, ci sta il gioco dell'ammore (gaio), c'è da pescere a gogò, c'è risate dalla pancia... cerchi in amicizia, bolle di pensieri, testoline un po' piegate, ufo che volano e bimbi che li guardano....
Ci sono nuovi amici, pezzi di cuore lasciati in brodo di giuggiole, ricordi indelebilie fette di emozione. C'è una festa come dovrebbero essere tutte le feste. E come dice Bugs Bunny:That's all folks...
Io, seriamente, non credo che ci sia stupidità in questo nostro paese... Credo che ci sia la pigrizia di non voler capire le cose come stanno, il disinteresse per tutto ciò che già non si conosce, la mancanza di rispetto per chi è diverso e la voglia di avere senza meritare. Te pare niente... forse era meglio un paese di stupidi.
Sti cazzi di americani... c'hanno una procedura operativa per tutto... dice che so stati sulla luna, costruiscono caccia bombardieri che portano mille bombe, intercettano le comunicazioni di mezzo mondo e poi non riescono a chiudere un buco che hanno fatto sotto al mare? Io non li capisco gli americani...
Sono al Sagrantino Day... la cornice della Costiera mi distrae spesso... lo sguardo corre fuori ogni pochi secondi, come in attesa di qualcosa... e poi passano loro... la nave e quell'astro così basso... che le parole e la musica arrivano da soli...
"E in questa notte elettrica e veloce in questa croce di novecento il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo"...
Mi perdo nel riflesso arancio delle nuvole, nel blu del mare, nel rosso del nostro sole, nella sagoma spettrale della nave... e la musica prende il sopravvento anche se la sento solo io...
"Guarda i muscoli del capitano tutti di plastica e di metano guardalo nella notte che viene quanto sangue nelle vene..."
E' tutto ciò che siamo dentro che parla di noi... è tutto ciò che siamo fuori che parla degli altri... "Il capitano non tiene mai paura dritto sul cassero fuma la pipa in questa alba fresca e scura che assomiglia un po' alla vita"
Fumarci sopra in questa notte strana, ti toglie e ti regala brandelli di vita...
"E poi il capitano se vuole si leva l'ancora dai pantaloni e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa, qualcuno c'è sempre uno che gli risponde"
Prendi la vita a morsi, prima che Lei prenda te senza neanche saggiarti...
"Ma capitano non te lo volevo dire ma c'è in mezzo al mare una donna bianca così enorme nella luce delle stelle così bella che di guardarla uno non si stanca"
In fondo tra puzza di gasolio, urla, fatica e sudore, in fondo a questa maschera di granito è solo di luce che abbiamo bisogno. Di polvere e di luce di stelle, due occhi che non ti guardano ma ti vedono...
"Questa nave fà duemila nodi in mezzo ai ghiacci tropicali ed ha un motore di un milione di cavalli che al posto degli zoccoli hanno le ali"
Perchè di cavalcare Pegaso tutti avremmo bisogno una volta o due...
"La nave è fulmine, torpedine, miccia scintillante bellezza, fosforo e fantasia molecole d'acciaio, pistone, rabbia, guerra, lampo e poesia"
Perchè è così che mi sento dentro... "E in questa notte elettrica e veloce in questa croce di novecento il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo"
Ma riuscirò ad aprire gli occhi a questa velocità???
Il capitano dice al mozzo di bordo signor mozzo io non vedo niente c'è solo un po' di nebbia che annuncia il sole andiamo avanti tranquillamente"
Perchè è così che si fa. Oltre la nebbia potrebbe esserci un iceberg... Ma anche pennellate di luce e sole, carezze di calore... per sciogliere il freddo da fuori a dentro... e poi come per magia... da dentro a fuori.
E' un mondo diviso a metà... e di solito preferisco la parte riflessa. Forme più sfocate, colori più carichi, tutto tratteggiato come in quadro. C'è ma non ci puoi andare... provi ad avvicinarti, ma tutto sfuma. Provi a toccare, ma tutto si increspa. Ciò che è... e ciò che mi sembra. Riflessi continui, cercati e mirati. Angolazioni sempre nuove, ma sempre riflessi. Aldilà della luce, del quadro, del calore. 10 metri indietro "ad ammirare questa luna metallo e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo"... Le punte dei piedi sull'orlo del riflesso... un passo indietro e mai uno avanti, giri attorno e cerchi nuove istantanee, pennellate, luccichii. C'è solo una cosa da fare...
E' vero lo ammetto sto scazzato... voglia di festeggiare il Natale, fare regali, sorridere ed essere felici = zero. Pensavo di essere il solo... ma con chiunque parli sento sempre più spesso la frase: "lo odio il natale".
Allora rimango perplesso e cerco di capire... Non si può detestare il Natale, che senso ha? Quello che è vero è che questo periodo amplifica tutte le nostre emozioni... e se c'è un pò di tristezza o un vago senso di solitudine o un pò di amarezza... bè il tutto si ingigantisce. E la colpa diventa del Natale.
Come diceva Lucariè nella commedia di Eduardo? "Nun me piace o' presepe". In realtà non ci piace come ci vediamo in questi gg... non ci piace il fatto di non avere un sorriso stampato in faccia, non ci piace aver perso la speranza, non sapere che faccia avrà il nostro domani e se questo diamine di futuro un brivido saprà ancora donarcelo, se riusciremo ancora ad emozionarci sul serio.
E' la non voglia di Lucariello di alzarsi dal letto che gli fa sembrare tutto brutto. E' la luce che non filtra nella stanza. E' la non partecipazione a ciò che gli sta attorno.
Allora sai che faccio? Non mi impongo che le cose siano in un certo modo. Mi alzo dal cavolo di letto. Mi vesto come se fossi felice. E tengo gli occhi aperti... Magari le luci del presepe qualcosa mi accendono dentro...
Brain ON. E' ora di partire. E' ora di smettere di pensare. E' ora di sentire e sentirsi un pò. E' ora di coccolarsi un pò. Qualche amico... una casa e tanto verde. Voglio colori, profumi e pappa buona. Un pò di vino e tanto silenzio. Alla prossima settimana. Brain OFF.
E' ufficiale ormai... vivo in un paese tropicale... Stamattina alle 7 tirava un vento di scirocco pazzesco... un caldo immane. Mi sono tolto il giubbotto ed in camicia avevo ancora caldo. Adesso in ufficio ho le finestre spalancate ed il mio termometro all'ombra segna 30 gradi...
Che giorno è oggi? 29 Ottobre... Uagliù ma a 'ro stamm? Ai Caraibi??
Sempre domenica nel beneventano... oltre alle mongolfiere c'era il palazzo ducale da visitare. Varie mostre interessanti e nel percorso guidato (anzi più che guidato di corsa!) c'era la chiesetta dove il nobiluomo sentiva messa. Accanto all'altare spiccava un bel trono, non ricordo se per il vescovo o sempre per il duca... Sta di fatto che ci passo accanto e vado oltre.
Dietro di me, mamma con bambino. Il bimbo guarda il trono emozionato ed io mi aspetta che dica: "mamma il trono del re!" oppure "il posto della regina!" o che ne so... "la sedia di re artù!"...
Invece guarda la mamma ad occhi spalancati e dice: "Mamma! Guarda! La sedia di Uomini e Donne!"
E' sabato mattina e giro per il mercato... Ah, dimenticavo, se volete esserci pure voi fate clic sul play sotto al post e creiamo un pò di atmosfera... Dicevo... Stamattina vengo qui alla Pignasecca non per comprare qualcosa, ma per sentire l'anima della città. Questa città dicono in molti di conoscerla, e chi viene da fuori pensa che avere visto Piazza del Plebiscito, Via Roma, Il maschio Angioino e Castel dell'Ovo sia sufficiente. Qualcuno più ardito viene a casa mia, ai Decumani, e girando per i vicoli sente già più sua la città. Ma gli manca qualcosa. Io quando vado in una città nuova, DEVO conoscere i suoi mercati. Vedere Palermo senza aver visto Ballarò non sarebbe stata la stessa identica cosa. La Montagnola o i mercati dietro Piazza Maggiore parlano invece di una certa Bologna. Se ad Ercolano non sei stato a Resina e hai visto solo gli scavi che ne sai della città?
Cammino spesso per la Pignasecca, per i mercati di porta Nolana o per il Borgo di S.Antonio a Napoli... tengo occhi, naso, pelle e anima aperti... e mi sento la città addosso. E' come se respirasse, è come se sentissi il cuore di Napoli battere dentro di me e assieme a me.
I negozi dei mercati si allargano al mattino come petali di un fiore, le bancarelle vengono l'uno verso l'altra e lasciano per strada giusto lo spazio per una indistinta scia di viandanti, compratori, curiosi, motorini, massaie, venditori di sigarette, ragazzini che crea un ingorgo assurdo e coerente. Voci, odori, rumori, colori e mille sguardi si susseguono in un turbinio incessante fino al tramonto.
Qui la città pulsa, vive, compra, si esprime. Nei mercati capisci la gente come parla, come si comporta, quali sono le sue priorità e le sue regole. Quello che adora, quello che mangia, quello che vende e quello che conserva. Conosci il vero prezzo delle cose e il vero volto di chi questa città la abita, la vive, la fa.
Sto per andare via, mi giro sorrido e mi scoppia da vivere.
L'unico posto dove si può stare stasera è il mio balcone. Che fa caldo? Noooooooooooooooooooooo!!
Resto qui, quasi in trance a guardare giù, e osservo la poca gente che gira per Napoli. Qualche indigeno con modi e vestiti, coloriti e colorati... qualche turista... nessuno studente.
Io non lo so a voi come vi piace... ma a me sta città d'agosto, quando tutti sono fuori dalle scatole, AMEMIPIACEASSAI.
Torna ad essere un paesello, sguardi più distesi, toni leggermente più bassi (solo leggermente...) poco traffico, nessuna fila al supermercato, Poche facce ma conosciute.
E devo dire che non si sta per niente male. Certo come diceva Albanese: "5 minuti..." in questo caso 5 gg e poi ti rompi le scatole... infatti mica durerà per sempre!
A settembre ci sarà la nuova invasione, sul mio piano, nel centro storico, in tutta la città. Sarà strano, forse sarà anche bello...
"ma pe mmò chesta città a sent nu poc chiù mia, e m'arricreo cu stu silenzio, inta stu viento ca sciosc mmiezz a sti palazz e sti vvie vacant, miezz e sguard e chi nun t'ha lassat Napule... ma è rimast a fa chiacchiere cu tte."
Sono un pò esaurito... e mi sa che si è visto! Oggi è l'ultimo giorno di lavoro e poi stacco per una settimana.
Vado dai miei... sul Gargano. Spengo il cervello e penso solo a me, a Diego e al mare. Mi godrò mamma, papà, le due gatte... ma soprattutto il mio nipotino e il mare.
L'ultima volta che siamo andati al mare era aprile. C'aveva ancora il giubbottino e il vento scuoteva le onde. Io e lui da soli a passeggiare sulla spiaggia senza cabine e ombrelloni, solo gente che cammina, qualche cane e i gabbiani... "..bbiano" diceva il pernacchione.
Sii a zio, sono i gabbiani... come Jonathan e Fletcher... ma è ancora presto per passartelo il libro! Forse non sa chi sono quei due... ma lo guardavo osservarli, sentire il vento, incantarsi col mare e pensavo che è così che si è felici, vivendo il mondo come un duenne... incantato da quello che vede e vive e, soprattutto, presente nel suo presente.
Io non lo so cosa sarò domani, come e con chi vivrò. Ma ora ci sono e voglio viverlo fino in fondo tutto ciò che di bello riesco a trovare, a inventare, a toccare. Nessun filtro, nessun programma, nessuna ansia del futuro, il presente è qui davanti al mio sguardo, al nostro sguardo. Sei pronto a zio? Guardiamolo negli occhi.
Martedì sera cena a casa... Chiacchiere, musica, risate. Il tempo scorre veloce e non mi rendo conto che è tardi... ci si saluta e... i piatti sono ancora lì.
Il bello di vivere da solo è proprio questo. Se UNA sera non c'hai voglia di farli li lasci lì e non danno noia a nessuno...
Mercoledì mattina mi alzo e al contrario del solito non mi danno fastidio... mi viene da sorridere pensando a come sono stato bene la sera prima.
Scendo e vado al lavoro. Torno a casa tardi... mi appresto pazientemente a cominciare l'opera di lavaggio e penso che magari dopo mi faccio una pizza e non sporco...
Ma non è serata! Vengono mio fratello e la sua dolce metà a cena... Non farò manco in tempo a lavarli che accoglieranno fra poco orecchiette, patate, rucola e pomodoro...
I piattitti... i piattitti... con Nelsen piatti li vuol lavare lui! (chi non si ricorda questa pubblicità è troppo bimbo/a...)
Adoro fare i piatti quando si portano dietro l'armonia delle cene, la bella compagnia e la voglia di stare assieme... Avanti un altro!!!!!!!!!!
Quando c'ho bisogno di pensare un pò me ne vado al lungomare. Normalmente ci arrivo per correre, per scaricare le tensioni e cercare di mantenere un minimo di fiato e forma!
Stavolta è diverso... è venerdì, porto la mia macchinetta fotografica e cerco di fare quello che vorrei fare ogni volta che vengo a correre... immortalare la città mentre il sole va a dormire.
Cammino, respiro l'aria di mare e penso: a me, a quest'ultimo anno, alle persone che ho perso e quelle che ho trovato. A questa città, a quello che mi ha dato e a quello che mi ha tolto.
Scatto, osservo, cerco di cogliere particolari, non so se di questo borgo marinaro o di me stesso... ma forse alla fine le cose un pò si fondono e mi rendo conto che questo posto lo odio e lo amo come me stesso, i miei entusiasmi e le mie paure.
Torno verso casa, c'è un semaforo rosso e mi fermo... peccato sia a piedi e non sia quello pedonale... ma mi fermo lo fotografo e penso sia così che sento la mia vita. Ferma ad un semaforo.
Hai presente quando sei in macchina, fermo al rosso, la radio accesa, lo sguardo perso nel nulla e nei tuoi pensieri? Non lo sai quanto tempo passa e cosa ti stai perdendo... Ed anche se fossi attento e concentrato su quel benedetto semaforo non lo sai se il verde scatterà perchè lo decidi tu, perchè quello dietro suona o se devi solo portare pazienza.
Arrivo in una Piazza Plebiscito blindata per Napolitano e mi fanno passare accanto al colonnato della chiesa di S.Francesco. Le luci la illuminano e penso che nonostante le sue ombre questa città, e la mia vita, hanno degli angoli meravigliosi.
Torno a casa, ormai è tardi. Eppure stasera la sensazione di aver perso tempo non ce l'ho. Deciso... mi coccolo un pò, passo da Aladino e mi sparo un bel Kebab (si può dire anche Kebap lo sapevate? me lo hanno insegnato...) Non inizia male questo fine settimana...
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