Venerdì al lavoro... ho avuto un attacco di ispirazione... ho riempito la mia lavagna di citazioni sparse di film che mi sono piaciuti... o che sono parte di me. Mi sono fermato che non c'era più spazio... ma quanti ne ho dimenticati? quanti sono fra le pieghe della mia memoria pieni di emozioni sopite? Intanto vediamo quanti ne indovinate... Finora al lavoro il più bravo ne ha indovinati 5 e mezzo... (cliccate sull'immagine per ingrandirla...) (con google non vale... provate prima da soli...)
Tutto quello che era possibile sbagliare l'ho sbagliato. Non c'è molto da dire. Stavo per andarmene a letto, ma facendo zapping becco per caso un film che avrei voluto vedere da un po'... solo 5 minuti mi dico. Ma la storia mi entra dentro... ne vorrei uscire, vorrei spegnere, cambiare canale, o almeno smettere di pensare... ma come si fa? Quando l'onda emotiva di parole e storie raccontate ti travolge... tutto rotola dentro come tessere di un mosaico messo in piedi. Tu lo sai come va a finire e che ripensare a tutto non è che ti faccia stare meglio... ma come si ferma?
Ripenso alle mie scelte, a quelle vecchie, a quelle recenti, alle parole che non ho detto, a quelle che avrei voluto dire e a quelle che era meglio che mi stavo zitto... tutto sbagliato al momento sbagliato.
Sono cambiate le mie mani e il mio modo di toccare e cercare, sono cambiati i miei occhi e vedo tutto diverso, vorrei ri-avere quelle ali che mi permettevano di volare sopra a tutto quello che non mi piaceva... che mi permettevano di illudermi che da lassù tutto fosse diverso, che avrei riconosciuto tutte le cose che di luce vivevano e dalla luce nascevano. Ma ora sono a terra e di quelle ali e di quella luce c'è solo un vago ricordo. Mi sono incantato da qualche parte a cercare di capire il senso delle cose e tutto è cambiato. Credo di avere sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare. Credo che basti no? Qualcosa avrai imparato...
Mollato ancora una volta sull'isola sperduta... Non gliene frega molto di essere trovato... Ma perchè bruciare il rum? Ste donne... Perchè il rum?!?!? E' inutile... la vita è fatta di priorità... e ognuno E' le sue priorità. Imparare da Jack Sparrow e riconoscere le proprie priorità... come un vero pirata. E come un vero pirata... ecco a voi questa ballata! Buon inizio settimana gente...
E' proprio una domenica del cavolo... Fa freddo fuori ed il mio umore non è dei migliori. Salto da un canale all'altro, faccio zapping sul televisore e dentro di me. Poi becco Harry ti presento Sally e siccome l'ho visto solo 872 volte... il telecomando si ferma da solo e resto rapito. Non riesco a non pensare alla loro storia, all'amicizia e a quanto ci voglia per riconoscersi. Pensieri paralleli vanno per conto loro e non riesco a controllarli. Penso alle cose che ho sentito, a tutti i segnali che cerco di decifrare, a tutte le cose che penso solo io, a quanto mi sforzi di essere lieve come una piuma, a tutte le sensazioni che provo e a come riesco ad essere trasparente. Vorrei parlare, dire che l'azzurro è azzurro, che il calore è calore, che ridere è ridere, che le emozioni sono un cristallo infrangibile. Ma so che non serve, sul serio non serve. Non ho la pietra filosofale, il piombo non so trasformarlo in oro. Scorrono i titoli di coda, harry e sally mi hanno emozionato come sempre, ma in fondo è solo un film...
Mi commuovo sempre all'ultima scena di "Chiedimi se sono felice"... Conosco tutte le scene a memoria... la capata di Aldo alla fidanzata, il "bella fresca" di Giovanni mentre beve la Coca Cola, "Acqua cassata a garganella"... la teoria del piano inclinato e la scena del vino che cola dalla bottiglia capovolta... sono uno spasso... Ma la scena finale... quando Giovanni e Giacomo tornano con gli arancini di zio Totò... e la camera da letto di Aldo sparisce per divenire un teatro... bè gente... mi fa sempre emozionare. Amicizia, poesia, umorismo e speranza... sono fuse in fotogrammi che parlano da soli. Mi sono sempre piaciuti i lieto fine, soprattutto quando non finiscono in uno stupido applauso o in un saluto militare come in quegli idioti film americani. Mi piace pensare che in fondo a questo caffè girato male (e che qualcuno chiama vita...) "se pote truà ... finalmente... nu poc 'e zuccher".
Non me lo ricordo più chi sono. Gli ultimi 18 anni cancellati. Castelli di sabbia spazzati via dal mare. Mi trovo con la sabbia che scorre tra le dita. E mi attacco all'ultimo granello rimasto. Il ricordo di quello che ero, dei miei sogni.
La luce è fioca ma aumenta pian piano mentre i ricordi raffiorano... Avevo 16 anni e tornavo a casa da scuola. Sono solo una rappresentazione acerba di una vaga idea. La sensazione di poter andare oltre c'è, è palpabile e forte come un bacio ad anima aperta.
Alzo la testa e Falcor è lì in mezzo alle nuvole... stropiccio gli occhi, cerco di far smettere la mia immaginazione, ma lui di lì non va via... è solo il pullman che mi porta lontano. Vorrei scendere e seguirlo. Salirci sopra e mandare a fanculo la mia parte razionale, una volta per tutte. Poi il buio.
Se ora sono qui e non mi ricordo più niente, vuol dire che non ci sono salito. Che il nulla mi ha invaso e mi resta solo una piccola luce in una mano, un granello di fantasia.
Io non lo so se mi ricordo come si fa. Ma come dice lei? Prova. Il primo desiderio è...
"Fai un giro guarda quello che vedi nel suo volto lo specchio dei tuoi sogni "
" una favola, io sono ovunque vivo nella tua vita é scritto nelle pagine é la risposta ad una storia infinita "
" Raggiungi le stelle Fai volare la fantasia Sogna un sogno e quello che vedi sarà realtà "
" Poesie che nascondono segreti verranno svelati dietro le nuvole e lassù sopra l'arcobaleno é la risposta ad una storia infinita "
" Non mostrare paura per lei che forse scomparirà Nelle tue mani la nascita di un nuovo giorno "
Arriva un momento in cui la vita rallenta... ma va così piano in cui credi di stare andando in stallo. Naturalmente c'è una parte di te che questa cosa non l'accetta. Che ama pensare che solo andare veloce col vento in faccia prendendo la vita a morsi... sia vera vita. Ti guardi indietro e cerchi di capire cos'è che ti ha fatto rallentare, cosa ti ha fermato, sempre che qualcosa ci sia. Poi ti rendi conto che questa, forse era l'unica maniera per capire chi sei, cosa ti piace, cosa ti è sempre mancato. Ascoltarsi, capire cosa ti fa stare bene, con chi ti piace realmente stare, di quali emozioni hai bisogno di nutrirti e cosa ti fa bruciare dentro. Smetti di ingoiare la vita, e rallenti, osservando tutto ciò che ti passa davanti agli occhi, dentro la bocca, sotto le mani e in mezzo al cuore. Ti rendi conto che la vita è fatta di piccole cose che ti passano accanto e che sei tu che le rendi speciali con la tua piccola fiammella da candela che scalda tutto e rende i contorni rossi e tremolanti. Piccole cose. Il rischio di accelerare sempre è divenire cieco al divenire. Cieco ai colori, alle ombre, al calore, al sapore ed al suono delle cose. Al senso che hanno per me. Perchè da nessun altro posto arriva la felicità... se non dal suono assurdo, magico e irreale che si sente quando la vita ti rimbalza dentro. Il suono perfetto e unico dell'essere se stessi. E del sapere chi sei.
Rieccomi... più di una persona mi ha chiesto com'è andata la vacanza... tutti vogliono sapere. Ma se dico che sono stato presente nel mio presente... non è già tanto? Per me sì. Presente nel presente... Come se fosse Coccolino Concentrato... come se quello che ti porti dietro e quello a cui vai incontro fossero solo battiti di ali leggere. Torno al mio pc, dopo una settimana senza neanche la tv... e gironzolando per il web trovo il trailer del prossimo film di uno degli attori americani che più mi fa morire: Adam Sandler. Mi ci perdo nel trailer... prima in americano, poi nella versione italiana. Lo adoro che ci posso fare? C'è qualcosa che mi dà da pensare mentre lo guardo. E da sperare. Ma per stasera può bastare così... Presente nel presente, ricordi?
Ci risiamo... quando comincio a vedere "The Terminal" non mi stacco più... sarà lo Spielberg che per un attimo ha ritrovato la vena a colpirmi... o Tom Hanks che quando fa il sempliciotto gli sta a pennello... o quella gnocca della Zeta Jones... ma in fondo lo so perchè mi piace guardarlo. Mi stupisco ancora della capacità di qualcuno di essere se stesso, della coerenza con quello che si è, della capacità di ascoltare e mai sovrapporre la propria voce, dell'esserci quando qualcuno ne ha bisogno, del non arrendersi, del non perdersi. C'è ancora calore attorno, c'è ancora chi ha bisogno di semplicità, di leggere un po' di curiosità negli occhi altrui, di sapere che gli è accanto non lo sfiora con noia e superficialità, ma ascolta ed aspetta, stimola e pretende. A volte mi sento anche io un Cracoviano abbandonato in un posto che non conosco, dove tutti vanno di fretta, parlano una lingua che non conosco e non so come tornare a casa. Ma casa è dove non te lo aspetti, in un terminal con amici nuovi, in una serata che non pianificavi, in uno sguardo diverso, in una fiducia che non trovavi più. Che succede poi? Come c'è scritto nella locandina... "Das Leben Wartet": La vita lo aspetta.
"Se io potessi vivere nuovamente la mia vita, nella prossima cercherei di commettere più errori. Non tenterei di essere tanto perfetto, mi rilasserei di più, sarei più stolto di quello che sono stato, in verità prenderei poche cose sul serio. Correrei più rischi, viaggerei di più, scalerei più montagne, contemplerei più tramonti e attraverserei più fiumi. Andrei in posti dove mai sono stato, avrei più problemi reali e meno problemi immaginari." (Jorge Luis Borges)
Qualunque cosa vi dicano su questo film... io non me lo perderei.
Respiro e mi siedo a terra. Mi siedo a terra e respiro. Non sono triste, non sono felice. Stasera la pioggia lava via tutto, idee, paure, pensieri, ricordi. Non mi ricordo chi sono, che sono venuto a fare, non mi ricordo più la strada e perchè mi piova dentro. Sento solo le gocce che cadono, l'odore dell'aria che cambia, non c'è bisogno che mi volti a guardare... tutto è fermo attorno a me. Stasera lascio che la musica mi avvolga e mi scaldi... chiudo gli occhi... e non penso più a nulla. Non può piovere per sempre.
Dio benedica la Dreamworks... (visto che ci siamo ringrazio anche la Pixar) e i suoi cartoni per i grandi che non vogliono crescere.
Mercoledì è serata cinema. E stavolta ci tocca il panda panzone che vuole imparare il kung fu...
Miiii è così che si torna bimbi? A volte anche così... Risate, avventura, piccola morale.
Alla fine del film, lo diciamo quasi all'unisono: "lo voglio rivedere!!" Sarà anche un film scemone... ma il sorriso sulla faccia stasera non ce lo toglie nessuno.
All'inizio non volevo andarlo a vedere. Poi un pò mi sono incuriosito sentendo parlare gli altri, un pò perchè le mie compari di cinema F&F volevano vedere quello, un pò perchè anche Eleanor ne parlava bene... sono costretto anche a tornare all'ultimo spettacolo perchè prima era pieno... ci sarà un motivo no?
Insomma eccomi seduto a guardare "il divo". parte la legenda storica... cos'è la P2... cosa sono le Brigate Rosse... cos'è tangentopoli... chi erano Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli...
La gente in sala cerca di leggere le didascalie che sfilano veloci... a me intanto salgono i brividi man mano che leggo...
Comincia il film e mi scordo di tutto, le musiche sono incredibili, così come la regia... scene e colonna sonora si intrecciano martellanti, caricando di grottesco ogni situazione, ogni discussione, ogni gesto o parola del protagonista... Semi-immobilità e scene degli omicidi si alternano con una velocità pazzesca e dopo un pò ti rendi conto che non lo sai cos'è più agghiacciante, se le battutine del protagonista o la macchina di Falcone che vola per aria...
Surreali, con caratterizzazioni quasi fumettistiche i coprotagonisti, i membri della sua corrente politica... ognuno col suo soprannome, ognuno con la sua fame di potere e quel senso di muffa che traspare ad ogni movimento, ad ogni loro espressione. Un plauso speciale agli attori Servillo e Buccirosso, rispettivamente Andreotti e Pomicino: fantastici rispettivamente nelle camminate e negli sguardi, e nelle corse e nel ballo!
Fantastiche e inquietanti le citazioni del protagonista: - Gli alberi, per crescere, hanno bisogno del concime. - Ho la coscienza di essere di statura media, ma se mi giro attorno non vedo giganti… - I preti votano, Dio no…
...e la citazione di Montanelli fatta da Scalfari: - Giulio Andreotti o è il più furbo impostore, perchè sempre stato capace di farla franca, o l’uomo piu perseguitato di questo paese.
Da paura il monologo in cui confessa tutto a se stesso e la faccia di Riina quando in gabbia al processo chiede: "si potrebbe avere un bicchiere d'acqua con le bbolllicineeee per cortesiaaaa"...
Fossi in voi non me lo perderei... Il film è completamente fuori dagli schemi. Merce rara ultimamente.
Una volta c'era lunedì cinema... chi se lo ricorda? Per noi è mercoledì cinema.
Stavolta ci aspetta Iron Man. Mi piacciono quasi tutti i film. L'ultima recensione è stata per "Caos Calmo"... qui si cambia rotta!
Sono cresciuto coi fumetti Marvel, e i film che ci stanno girando sopra... bè, li ho visti tutti! Iron Man non poteva mancare.
Non so a chi piacciono i fumetti e a chi no, ma il film è proprio divertente. Il personaggio di Tony Stark è proprio fuori dagli schemi e la faccia di Robert Downey Jr è praticamente perfetta.
Qualche altro attore stona un pò... ma in compenso Gwyneth Paltrow è meravigliosa come sempre. Il film scorre tra azione, effetti speciali e risate... e, un pò come quando da piccoli si leggeva i fumetti, il tempo passa veloce e ci si trova alla fine rilassati e divertiti.
Obbligatorio infine ricordare la colonna sonora... un pezzo fondamentale della carica che trasmette il film: Black Sabbath, AC/DC e Suicidal Tendencies, niente da dire...
Era una vita che non andavo al cinema da solo. Ma ho voglia di vedere il film. E non posso aspettare.
Entro nella sala che è già buia. Aspetto un'immagine chiara per vedere qualcosa e decidere dove sedermi... Stavolta devo dar retta solo a me stesso. Avanti, in mezzo vicino al corridoio.
Parte quasi subito il film, niente pubblicità, nè prossimamente. Mi stravacco nella poltrona e cerco come al solito di guardare con gli occhi dell'operatore... poi del regista, poi del montatore... due minuti e mi perdo però. Sono già nel film.
E tutto così strano... l'inizio lo sapevo... ma man mano che va avanti mi spiazza, come la vita quando non fantastichi...
Il centro del film è la scuola... e il piccolo parco lì davanti... le sue panchine. Lui si ferma, il mondo gira lì attorno. Non è triste, non è patetico. Non è banale, non è scontato. Non è aggressivo, non è molle.
Il mondo è diverso quando ci si ferma. Quando non lo si giudica, quando non si combatte ma non ci si arrende, quando si consola chi è venuto a consolarti, quando non t'importa che pensano, quando fai quello che devi fare, quando non cerchi ma arrivano.
Ho i brividi a volte... rido, un pò mi viene da piangere, mi muovo sulla sedia, non mi giro mai, respiro senza respirare.
Arriva la fine... non so che ore sono, partono i titoli e la canzone di Fossati... posso restare quanto voglio... non c'è nessuno che mi tira via. Parole, musica e immagini del film mi scorrono dentro.
Io non lo so che c'è domani... ma stasera mi sento vivo. E non mi manca niente. Io sono qui. E finalmente mi sento.
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